COP17 di Yerevan: cosa cambia per foreste e crediti di carbonio

Chiusa il 31 ottobre con lo Yerevan Pathway: nessuna decisione vincolante, le scelte sulla finanza rinviate al 2028. Per i progetti forestali le regole che contano restano quelle europee.

La COP17 della Convenzione ONU sulla diversità biologica si è chiusa a Yerevan il 31 ottobre 2026 con l’adozione dello Yerevan Pathway. È la risposta negoziata alla prima revisione globale, che ha certificato il mondo fuori rotta su 22 dei 23 obiettivi al 2030. I Paesi hanno fissato i criteri per un meccanismo finanziario permanente dopo il 2030, mentre il Fondo Cali resta vuoto e i sussidi dannosi senza una scadenza. Per le foreste e i crediti di carbonio nulla di vincolante: le regole che contano restano quelle europee.

Cosa è stato deciso alla COP17

Lo Yerevan Pathway fissa le priorità fino al 2030 dopo la prima verifica dei progressi verso i 23 obiettivi del Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal. Il rapporto globale su cui si basa rileva che quasi il 90% dei Paesi ha fissato obiettivi nazionali, ma meno della metà di quelli valutati è in linea con il 2030. Il testo “prende atto con profonda preoccupazione” e “sollecita” ad accelerare su quattro priorità: riformare gli incentivi dannosi, sostenere i Paesi in via di sviluppo, allineare i bilanci nazionali al Quadro, rafforzare il monitoraggio.

Per le foreste, la decisione sul programma di lavoro sulla biodiversità forestale aggiorna un testo fermo al 2002 con 37 attività. Tra queste: rafforzare i benefici per la biodiversità, ed evitare gli impatti negativi, degli incentivi del mercato del carbonio per il ripristino su larga scala; legare il sequestro del carbonio alle altre funzioni dell’ecosistema attraverso la gestione forestale sostenibile; promuovere la gestione prossima alla natura. Il punto discusso fino all’ultimo è stato il grado di impegno: l’Unione europea voleva attività “approvate”, Federazione Russa e Argentina solo “prese in nota” e volontarie.

Altre due decisioni contano per i progetti forestali: le linee guida volontarie sulle soluzioni basate sulla natura, con salvaguardie sociali e ambientali, e le Sevan Guidelines, che regolano il nuovo organo permanente sui popoli indigeni e le comunità locali.

Cosa non è stato deciso

Il nodo principale è la forma del meccanismo finanziario permanente, rinviata alla COP18. I Paesi sviluppati dovevano mobilitare almeno 20 miliardi di dollari l’anno entro il 2025: obiettivo mancato, e i circa 2 miliardi annunciati a Yerevan restano un ordine di grandezza sotto il fabbisogno. Il Fondo Cali, che dovrebbe raccogliere i contributi delle imprese che usano le informazioni di sequenza digitale sulle risorse genetiche, ha chiuso con 10.565 dollari promessi, a fronte di un obiettivo di un miliardo l’anno. Sui sussidi dannosi, 500 miliardi l’anno da ridurre entro il 2030, l’84% dei Paesi ha mancato la scadenza del 2025 per identificarli e il testo finale si limita a “incoraggiare”. Per le imprese nessun obbligo nuovo: la decisione sulle foreste “incoraggia” a rendicontare i rischi legati alla biodiversità forestale.

Cosa significa per le foreste e i crediti di carbonio

Yerevan non cambia le regole: nessuna decisione vincolante, nessuna risorsa nuova. Resta un orientamento: gli incentivi del mercato del carbonio devono produrre benefici per la biodiversità ed evitare impatti negativi. In Europa questo è già scritto nel Regolamento (UE) 2024/3012, il quadro di certificazione delle rimozioni di carbonio (CRCF), il cui articolo 7 chiede alle attività di carbon farming di non arrecare danno significativo all’ambiente e di generare almeno un beneficio per la biodiversità.

Il punto, per noi, è questo: un credito forestale è tanto più affidabile quanto più è sano il bosco che lo genera. Una foresta ricca di specie resiste meglio a parassiti, incendi e siccità, e il carbonio trattenuto ha più probabilità di restare dove è. 

Prossime tappe

  • Prima della COP18: riunioni intersessionali sul Fondo Cali e revisione del Global Environment Facility e del Global Biodiversity Framework Fund. 
  • 2028: COP18 a Quito, in Ecuador, con la scelta sul meccanismo finanziario. 
  • 2030: scadenza dei 23 obiettivi del Quadro di Kunming-Montreal.

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