Milano, Biblioteca degli Alberi
La metodologia europea per certificare il carbonio stoccato nei prodotti da costruzione in legno ha ora un calendario: bozza dell’expert group il 10 novembre, consultazione pubblica a dicembre, approvazione attesa in primavera. È la notizia emersa dalla prima sessione del Congresso Legno Italia 2026, in corso oggi alla Biblioteca degli Alberi di Milano.
Il Congresso, promosso dalla Piattaforma Foresta Legno con Federazione Filiera Legno, ARCA/Habitech, Agenzia CasaClima, Conlegno, Legambiente, PEFC Italia e UNCEM, riunisce molte delle realtà con cui collaboriamo lungo la filiera, dal bosco alla costruzione.
La metodologia UE: monitoraggio satellitare e un calendario serrato
Aprendo la sessione “La Decarbonizzazione che crea valore”, Valeria Forlin della DG Clima della Commissione europea ha illustrato lo stato dei lavori sulla metodologia per i prodotti da costruzione in legno, nel quadro del Regolamento (UE) 2024/3012 sulla certificazione degli assorbimenti di carbonio (CRCF). Un passaggio centrale del suo intervento è stato dedicato al monitoraggio satellitare come strumento di verifica.
I prossimi passaggi indicati:
- 10 novembre 2026: presentazione della bozza di metodologia da parte dell’expert group della Commissione.
- Dicembre 2026: pubblicazione della bozza per la consultazione pubblica.
- Primavera 2027: approvazione definitiva prevista.
Per la filiera è il momento di entrare nel merito. La consultazione di dicembre sarà l’occasione per incidere su regole di quantificazione, durata minima dello stoccaggio e monitoraggio, prima che diventino definitive.
Che cos’è un credito e quando è di qualità
Mauro Carlino (Habitech) e Antonio Brunori (PEFC Italia) hanno riportato la discussione sui fondamentali: che cos’è un credito di carbonio, come si forma il mercato e quali condizioni ne determinano la qualità.
Il messaggio di fondo è che il valore di un credito non sta nella quantità di CO₂ dichiarata, ma nella solidità con cui è misurata, verificata e garantita nel tempo. Senza questa solidità il mercato non riconosce un prezzo, e la filiera perde credibilità.
Il punto di vista degli investitori
Nella tavola rotonda sulle metriche di decarbonizzazione nei business plan immobiliari, Umberto Galli di COIMA ha portato la prospettiva di chi sviluppa e finanzia. Il legno ha un valore che va oltre l’ambiente: incide su tempi di realizzazione, profilo di rischio e qualità del prodotto finale.
Il limite, secondo Galli, è che chi oggi decide gli investimenti non ha ancora piena consapevolezza di questi fattori. Il lavoro da fare è trasmettere questi driver a chi alloca il capitale, traducendoli nel linguaggio dei piani economici.
Il ruolo di Carbon Planet
Per Carbon Planet il tema non è nuovo. Siamo stati tra i primi in Italia a lavorare alla generazione di crediti di rimozione di carbonio da strutture in legno, e dal 2023 seguiamo il percorso della Commissione europea sulla metodologia per i prodotti da costruzione.
Insieme ad Habitech lavoriamo a una metodologia per questi prodotti, e l’abbiamo già messa alla prova su progetti concreti, realizzati con aziende della filiera: tra questi Zucchetti Village a Lodi, il palazzo di piazza Fidia a Milano e la Biblioteca comunale di Sovere, di cui abbiamo calcolato quanta CO2 è stoccata all’interno degli edifici.
Questa esperienza sul campo ci dice che la sfida vera non è calcolare il carbonio stoccato, ma documentarlo in modo verificabile lungo tutta la catena: provenienza del legno, quantità messa in opera, durata dell’edificio.
Cosa significa per la filiera
Le tre prospettive convergono. Le regole europee stanno arrivando, la qualità del dato sarà il discrimine e il capitale va ancora convinto. La filiera che si presenterà pronta, con dati di provenienza tracciabili dal bosco al cantiere, sarà quella in grado di trasformare lo stoccaggio di carbonio nei prodotti in legno in valore riconosciuto.
I prossimi mesi saranno decisivi. Carbon Planet parteciperà a un tavolo operativo con diverse realtà presenti al Congresso, per preparare le osservazioni da presentare alla Commissione europea nella consultazione di dicembre. Porteremo l’esperienza maturata sui progetti, perché le regole finali siano applicabili alla realtà delle imprese italiane del legno.


