Crediti di carbonio, il legno da costruzione nel nuovo Registro italiano

Legno strutturale strumento chiave nella decarbonizzazione

Nella giornata del 21 gennaio, il CREA ha organizzato un convegno dedicato a illustrare i prossimi passi e la messa in opera del nuovo Registro nazionale dei crediti di carbonio. Un appuntamento importante per fare il punto sull’avvio operativo dello strumento e sul suo inserimento nel quadro normativo europeo.

Il sistema italiano è infatti in attesa della definizione della nuova metodologia europea, che si discosta in parte dalle linee guida nazionali ma che, secondo quanto emerso durante il convegno, potrà essere allineata e resa compatibile con l’impianto italiano già definito.

Per Carbon Planet, l’aspetto più rilevante del nuovo Registro è l’ingresso ufficiale del legno strutturale da costruzione tra gli strumenti chiave per la lotta al cambiamento climatico. Il Registro Italiano dei Crediti di Carbonio punta, infatti, a valorizzare la filiera nazionale del legno, riconoscendone il ruolo strategico sia in termini di riduzione delle emissioni sia di sviluppo economico sostenibile.

Un segnale chiaro che conferma il crescente riconoscimento del settore forestale e delle costruzioni in legno come pilastri della transizione ecologica.

Il messaggio è chiaro: dalle foreste alle costruzioni, il legno può diventare un alleato concreto nella decarbonizzazione, contribuendo a rimuovere anidride carbonica dall’atmosfera e a immagazzinarla nel lungo periodo.

Nel nuovo Registro, i prodotti legnosi sono considerati a tutti gli effetti strumenti di rimozione della CO₂, in linea con l’impostazione dell’Unione Europea. Il carbonio assorbito dagli alberi durante la crescita rimane infatti stoccato nei materiali legnosi, soprattutto quando questi vengono utilizzati in applicazioni di lunga durata, come l’edilizia.

Solo legno italiano e certificato

Uno dei punti centrali del Registro riguarda l’origine del legno: possono essere iscritti solo prodotti di provenienza nazionale. Una scelta che mira a rafforzare la filiera italiana, considerando che oggi circa l’80% del legno utilizzato nel nostro Paese viene importato dall’estero.

Non solo. Il legno deve essere certificato FSC o PEFC, a garanzia della legalità della filiera, della gestione forestale sostenibile e del rispetto delle normative ambientali. In questo modo il Registro diventa anche uno strumento di contrasto al legno di origine illegale.

Dalla foresta al prodotto finale: la tracciabilità

Il funzionamento del sistema si basa su un elemento chiave: il Documento di Progetto Forestale a cui devono essere allegati ulteriori documenti, tra cui, ad esempio:

  • una relazione sulle risorse finanziarie destinate al progetto (private o pubbliche);
  • la durata del progetto: almeno 35 anni per l’impiego dei prodotti legnosi;
  • i dati dell’organismo di certificazione e del certificato;
  • gli estremi della metodologia di certificazione e di calcolo dei crediti;
  • un piano di monitoraggio, comprensivo delle attività di controllo, gestione e mitigazione dei rischi climatici, normativi, finanziari e antropici;
  • addizionalità del Progetto;
  • descrizione della permanenza: buffer dal 5 al 10% per prodotti legnosi di lunga durata;
  • valutazione degli impatti ambientali
  • attività di comunicazione e informazione

 

Quali prodotti rientrano nel Registro

Nell’ambito delle costruzioni strutturali in legno il Registro pone particolare attenzione ai prodotti, come:

  • travi e tavole in legno massiccio;
  • legno lamellare;
  • pannelli strutturali e X-Lam;
  • Isolanti di origine naturale.

Si tratta di materiali largamente utilizzati nell’edilizia e nella bioedilizia, il cui ciclo di vita viene analizzato anche attraverso la carbon footprint di prodotto, ai sensi della Norma UNI EN ISO 14067.

Un’opportunità per la filiera del legno

Oltre agli aspetti ambientali, il nuovo Registro rappresenta una opportunità economica per il settore forestale e industriale italiano. La possibilità di generare crediti di carbonio può valorizzare il legno nazionale, rafforza la competitività delle imprese e aumenta la fiducia dei consumatori verso prodotti tracciabili e sostenibili.

In prospettiva, il Registro potrebbe incentivare una gestione forestale più attiva, contrastando l’abbandono dei boschi e riconoscendo un valore economico ai servizi ecosistemici forniti dalle foreste.

Con il nuovo Registro Italiano dei Crediti di Carbonio, il legno non è più solo un materiale da costruzione, ma diventa un asset climatico. Un passo importante verso una filiera del legno più trasparente, sostenibile e pienamente integrata nelle politiche di transizione ecologica del Paese.

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