La situazione delle foreste italiane e della sua filiera. 

Torniamo a parlare di legno in tutte le sue forme

Quando si parla di foreste, è importante pensare non solo all’ecosistema che si sviluppa all’interno delle aree boschive, ma anche all’intera filiera economica e industriale che ruota attorno al mondo degli alberi. E’ di questo che ha parlato Legambiente nel suo consueto evento sul titolo: “Bioeconomia delle Foreste – conservare, rigenerare e ricostruire” . Nel report di quest’anno si è posta particolare attenzione al Clean Industrial Deal, sottolineando come la filiera forestale possa contribuire allo sviluppo di un sistema industriale capace di tutelare maggiormente l’ambiente.

Per Carbon Planet, l’albero rappresenta l’elemento chiave nella lotta ai cambiamenti climatici per questo i dati presentati durante l’evento sono stati molto preoccupanti, soprattutto per quanto riguarda gli incendi boschivi: nel 2025 sono andati distrutti circa 94.000 ettari di aree forestali, il doppio rispetto all’anno precedente. Le regioni più colpite sono state Sicilia, Calabria e Puglia.

Gli incendi, però, non sono l’unica minaccia per le foreste a livello internazionale. A compromettere gli ecosistemi contribuiscono anche lalterazione del suolo e del paesaggio, la deforestazione, l’invasione di specie aliene e la diffusione di patogeni, tutti segnali evidenti di un cambiamento climatico ormai in atto.

Nonostante il quadro critico, le foreste continuano a svolgere un ruolo essenziale per la vita sul pianeta: assorbono CO₂ equivalente e, nonostante alcune oscillazioni, riescono ancora a rimuovere circa il 30% delle emissioni complessive.

Oggi, il 38% del territorio italiano è coperto da foreste. Si tratta di un dato in crescita, dovuto in gran parte all’espansione dei boschi su ex terreni agricoli e pascoli abbandonati. Tuttavia, molte di queste nuove aree non sono gestite e non dispongono di un Piano di Gestione Forestale che permette di mitigare il rischio di dissesto idrogeologico e i relativi rischi di incendio, preservando biodiversità sia in termini di fauna che di flora.

Cos’è un Piano di Gestione Forestale?

Il Piano di Gestione Forestale (PGF) è uno strumento di pianificazione tecnico–amministrativa che descrive lo stato del bosco, definisce gli interventi selvicolturali da attuare e pianifica utilizzazioni e opere connesse per un periodo di 10–20 anni. È applicabile sia alle proprietà pubbliche che a quelle private, e serve a garantire una gestione sostenibile del patrimonio forestale.

Attualmente, solo il 18% delle foreste italiane è dotato di questo piano, e appena il 10% possiede una certificazione di gestione sostenibile. Inoltre, l’Italia continua a importare circa l80% del legno che utilizza.

Gestire un bosco significa garantirne la salute e la stabilità. L’aumento della superficie forestale non è di per sé un segnale positivo se non è accompagnato da una corretta gestione: conservare un ecosistema in un contesto climatico instabile non è una strategia vincente né per il bosco, che rischia malattie e incendi, né per noi, che non possiamo beneficiare pienamente dei suoi servizi ecosistemici. Tra questi benefici rientra anche la produzione di legno, un materiale naturale che può sostituire il cemento nelle costruzioni, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale e a promuovere un uso più sostenibile delle risorse naturali.

La filiera del legno rappresenta un importante settore industriale per l’Italia: comprende la costruzione di edifici, la produzione di arredi, il riciclo e il riutilizzo dei materiali.
Nel 2020, ad esempio, sono state raccolte e riciclate quasi 2 milioni di tonnellate di imballaggi in legno, equivalenti a oltre 60 milioni di pallet reimmessi nel circuito produttivo.

Valorizzare questa filiera, soprattutto attraverso l’utilizzo di legno nazionale, può contribuire a rafforzare le economie locali e a ridurre le emissioni legate al trasporto del legname dall’estero.

Marco Luchetti, direttore tecnico di Filiera Legno e relatore dell’evento sostiene che: “Con il legno la sostenibilità può andare di pari passo con l’innovazione. Purtroppo, nel nostro Paese manca un vero e proprio sistema legno nazionale che consenta di sviluppare una strategia di bioeconomia forestale e di applicare un approccio industriale concreto. È necessario promuovere la ricerca sui materiali legnosi per restare competitivi a livello internazionale.”

Il legno è un materiale straordinariamente versatile: trova impiego in molteplici settori, dalla moda fino alla costruzione di microsatelliti in legno di magnolia. Incrementarne l’uso nell’ingegneria e nellarchitettura significa aumentare lo stock di carbonio immagazzinato: ogni edificio in legno ad esempio è, di fatto, una riserva di CO₂ sottratta allatmosfera.

È necessario tornare a parlare di legno in tutte le sue forme, riscoprendo il valore della filiera nazionale, dalle segherie alla ricerca scientifica, fino alla formazione universitaria.
Solo così sarà possibile costruire un futuro in cui la bioeconomia forestale diventi una vera risorsa per l’ambiente, l’industria e le comunità locali.

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